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Quando appoggiavi la testa nell’incavo del mio collo in cerca di rifugio e protezione mi davi l’illusione di essere la più forte ma non sai che così facendo ponevi inizio alla conquista della mia fragilità. E ora? I tuoi silenzi pesanti nell’aria i tuoi movimenti, lenti e sconnessi qualcosa ci ha reso estranei. Spiegami come persone con le quali hai condiviso l’anima persone alle quali hai toccato scheletro e viscere possano essere estranee al pari dei passanti persone delle quali ignori il nome. “Mi chiedo che nome abbia l’indifferenza, quale perversa e intricata logica segua.” Ma poi ricordo le tue labbra atteggiate a vezzi maliziosi le tue venature di perversa vanità i tuoi silenzi e i tuoi scleri i tuoi baci impetuosi e le carezze. E mi domando ancora come due essere decaduti come noi con gli occhi lucidi dal tanto soffrire e il poco dormire impetuosi come il mare fragili come perle sul fondale possano essere domati da questa tragica indifferenza che porta dietro di sé la miseria dell’esistenza.
MASH-UP

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